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QUESTA TERRA, LA MIA TERRA di SANDRO PEZZI

 

Sandro Pezzi ritrae il padre Nazzaro che interpreta la sua vita da lavoratore della terra, amato palcoscenico ed emblema del legame familiare.

“…Quella che viene mostrata è la vita di un padre nella visione di un figlio. Un’interpretazione certamente frutto dei legami familiari ma che ci esemplifica anche una dimensione mitica del lavoro attorno alla terra. Tale tematica ha trovato nella storia dell’arte vari esegeti ma Sandro Pezzi, attraverso l’uso dello smartphone, ne propone una decodificazione contemporanea… La campagna modula un vivere ritmato differentemente. Sandro Pezzi questo ce lo racconta attraverso il padre, uomo che ci presenta il significato del suo vivere in modo avvincente … Stefano Taddei”

“…Sandro Pezzi riprende l’effetto contrastato del paesaggio utlizzando le nuove tecnologie senza alcun lavoro di post-produzione, con un taglio pittorico tutto giocato sul chiaroscuro e pochi colori, scegliendo di seguire le condizioni meteorologiche come facevano i pittori veristi, per ambientare i suoi tableaux vivants contemporanei in cui il vecchio contadino interpreta nelle nostre campagne i gesti usuali e arcaici che soleva fare in passato come fossero elementi di una partitura musicale, in un momento oramai passato ma che ritorna a vivere come se fosse osservato e riprodotto da un occhio esterno e super partes. L’autore ricrea la quotidianità del padre oramai a riposo, facendogli rivivere metaforicamente, anche in modo ironico e dissacrante, gli attimi eterni di un giorno in cui l’uomo era costretto a sottostare alle rigorose leggi della Madre Terra, quei tempi lenti poiché legati alle stagioni…Francesca Baboni”

QUESTA TERRA, LA MIA TERRA di Sandro Pezzi© All rights reserved

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20 giugno – Carrara: Inaugurazione LA NATURA CHE CI CIRCONDA

Inaugurazione 20 giugno a Carrara – piazza dell’Accademia ore 18

ITINERARI FOTOGRAFICI : LA NATURA CHE CI CIRCONDA

 

Opera prima classificata

RESET di NAZZARENO BERTON e SERGIO CARLESSO

 

RESET : La magia della natura e le sue infinite metamorfosi ci regalano storie silenziose e “colpi di scena”

 

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RESET – Nazzareno Berton e Sergio Carlesso © All rights reserved

seguono in ordine alfabetico

 

Come le foglie d’autunno di CINZIA BATTAGLIOLA

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COME LE FOGLIE D’AUTUNNO – Cinzia Battagliola© All rights reserved

 

 Natura marina di PAOLO MAGGIANI

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NATURA MARINA – Paolo Maggiani© All rights reserved

 

Inside di CHIARA NATTA

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INSIDE – Chiara Natta © All rights reserved

 

Nebbiosamente di  Francesca Parenti Brambilla

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NEBBIOSAMENTE – Francesca Parenti Brambilla © All rights reserved

tutte le fotografie della mostra Paesaggi e luoghi della civiltà mediterranea

OPERE VINCITRICI ex – aequo Espacio Disponible di Monica Ortega e Vissuta Abbandonata di Francesca Parenti Brambilla

Espacio Disponible – MONICA ORTEGA © All rights reserved

The landmarks that remain in the margins of everyday life. ‘Espacio Disponible’ focuses mainly on the new territories that emerge as a consequence of the environmental degradation and industrial decay.

Monica Ortega

 

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Vissuta Abbandonata – FRANCESCA PARENTI BRAMBILLA © All rights reserved

Il progetto fotografico Vissuta Abbandonata si compone di due differenti parti: nella prima sono ritratte le campagne abbandonate e lasciate andare allo sfacelo del tempo.

Nella seconda invece, attraverso il recupero di foto d’epoca, sono ritratte le famiglie che hanno abitato e vissuto, anni prima, quegli stessi luoghi.

Da un lato dunque i luoghi abbandonati dall’uomo, dall’altro gli stessi posti abitati e vivificati dalla loro presenza e cura.

Francesca Parenti Brambilla
 

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a seguire in ordine alfabetico Ilenio Celoria(Mediterraneità), Carolina Cuneo (Il mare tra le terre), Massimiliano Morini (I giardini di Aegusa), Lorenzo Palombini (Passetto)

Mediterraneità – ILENIO CELORIA © All rights reserved

Il viaggio è l’elemento strutturale della sequenza di immagini che rappresentano panorami “emozionali” all’interno dei quali sguardi su uno stesso luogo convivono sovrapponendosi.Mediterraneità è un portfolio nel quale i paesaggi del Mediterraneo sono un pretesto per rappresentare panorami ideali che trascendono i limiti della fotografia documentaria: attraverso l’accostamento di sguardi con prospettive diverse lo spazio oggettivo diventa spazio immaginario. Italo Calvino nel suo libro “Le città invisibili” scrive: ” […] Diomira, città con sessanta cupole d’argento, statue di bronzo di tutti gli dei, vie lastricate in stagno, un teatro di cristallo, un gallo d’oro che canta ogni mattina su una torre. Tutte queste bellezze il viaggiatore già conosce per averle viste anche in altre città. Ma la proprietà di questa è che chi vi arriva una sera di settembre, quando le giornate si accorciano […], gli viene da invidiare quelli che ora pensano d’aver già vissuto una sera uguale a questa e d’esser stati quella volta felici”.Mi piace pensare ai miei viaggi nel Mediterraneo come un vagare senza meta alla ricerca della bellezza; mi piace immaginare il progetto come un diario visivo nel quale le fotografie non sono solo ciò che ho visto, ma anche quello che il mio cuore ha sentito.

Ilenio Celoria 

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I giardini di Aegusa – MASSIMILIANO MORINI © All rights reserved

Aegusa è l’antico nome di una delle isole Egadi, in Sicilia.Fra le sue caratteristiche vi è la presenza di vaste aree scavate nei secoli passati per l’estrazione di una roccia impiegata nell’edilizia.Nel tempo l’attività estrattiva, ridotta fino al completo esaurimento, fu sostituita da nuove forme di sfruttamento, secondo criteri storicamente diffusi in tutto il bacino mediterraneo: molte cave, chiamate “tufare” dagli isolani, divennero sedi di giardini botanici e agrumeti per via del loro buon microclima e perché ben riparate dal vento, mentre nella roccia facile da scavare e ben isolante furono ricavate numerose dimore.Oggi questi luoghi tendono ad essere riqualificati ai fini della locazione turistica, creando contesti molto suggestivi, i cosiddetti “giardini ipogei”.Trovandosi sotto il piano di campagna, spesso delimitati da muretti e dalla vegetazione spontanea, i giardini ipogei costituiscono una specie di paesaggio parallelo, nascosto, un mondo “di sotto” complementare a quello comunemente accessibile “di sopra”.Ciascun dittico propone il doppio volto dell’isola componendo viste o dettagli dell’uno e dell’altro; ogni coppia di immagini è idealmente separata dalla linea del suolo.

Massimiliano Morini

 

 

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Passetto – LORENZO PALOMBINI  © All rights reserved

Ad Ancona ogni persona sa cosa è il “Passetto” ; per i cittadini locali un luogo simbolo, pervtanti forse solo una “banale” spiaggia come tante. A me invece è entrata nel cuore e per questo ho deciso di raccontarlo. L’accesso è impervio, una lunga distesa fino al di sotto della rupe, e ci si ritrova in un altro mondo. Il senso di totale abbandono ti avvolge, dei rumori cittadini più nulla, solo pochi suoni, tu, il mare, poco altro. La solitudine è solo apparente, qui in tutto è presente l’attività umana, benchè l’uomo sia assente, Nel silenzio, sembra quasi che la natura stesse aspettando il ritorno di qualcuno.

Lorenzo Palombini

 

 

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Il mare tra le terre –  CAROLINA CUNEO  © All rights reserved

Il bacino del Mediterraneo è il luogo nel quale si svolse il racconto dell’Odissea. La leggenda narra che nell’isola di Ogigia la ninfa Calipso, il cui nome significa “colei che nasconde” trattenne Ulisse per sette anni. Oggi a Gozo si possono immaginare i luoghi dell’isola cantati da Omero. Ogigia o Gozo non è un luogo per vivere, ma per fermarsi a riflettere dopo una lunga guerra accompagnata da emozioni violente. I sette anni del soggiorno di Ulisse indicano un periodo di tempo sospeso e privo di emozioni, apparentemente senza fine, necessario per rivedere i momenti della vita e metterli nella giusta prospettiva in attesa di ricominciare. Una liberazione fisica e spirituale per cercare di capire e ricaricarsi attraverso l’immobilità. Oggi non siamo più capaci di fermarci o di lasciarci andare al flusso delle giornate: abbiamo sempre la sensazione che il tempo ci sfugga. Tutto avviene in modo ossessivo: le immagini ci circondano e scorrono a una velocità che ci toglie quasi il respiro. Le fotografie di Gozo, simili ma non uguali, cercano, obbligando l’occhio a fermarsi, di prolungare lo sguardo e di dilatare il tempo della riflessione.

Carolina Cuneo

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MOSTRA COLLETTIVA DELLE FOTO SELEZIONATE :

 Ascesa e declino della tradizione olearia in Balagne. (Corsica)- ENZO BERTI© All rights reserved

Ascesa e declino della tradizione olearia in Balagne. (Corsica)

“…Il segno delle due guerre e l’emigrazione accelereranno il declino, fino al colpo di grazia del 27 agosto 1971 : quel giorno , un immenso incendio annienterà in un pomeriggio la quasi totalità delle olivaie della regione. Oggi, specie nei villaggi di montagna, si trovano ancora dei frantoi… la maggior parte è in rovina, ma in altri, ancora funzionanti, sopravvive il mestiere della spremitura delle olive con attrezzature e sistemi tradizionali.”

Enzo Berti

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 Egitto, Kom Ombo – GIORGIO PAGANO © All rights reserved.

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 Between us  (Bursa – Turchia) BIAGIO TASSONE© All rights reservedBiagio Tassone© All rights reserved.

Biagio Tassone © All rights reserved

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Vita da laguna – MARCELLA GIORGETTI© All rights reserved

La Laguna di Marano inquieta con la sua calma costante,riportando ad una poetica dove è tutto necessariamente lento e rarefatto.

La natura incontaminata trasforma lo sguardo in un viaggio introspettivo senza tempo annullando l’uomo ed i suoi manufatti che diventano parte di essa.

I cartelli indicano la direzione:ma è,questa,davvero così importante?

 Marcella Giorgetti

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Antica masseria – CHIARA NATTA© All rights reserved

“Antica masseria”Cassibile(Siracusa) Il complesso archittettonico-urbanistico risale al settecento ed è situato all’ingresso della cittadina di Cassibile,ed  è circondato  su tre lati dalla campagna.L’insieme,ora in stato di abbandono quasi totale,è composto da vari edifici,la chiesa ,la casa padronale,e altre strutture designate alle attività,prevalentemente agricole del luogo. Nelle vicinanze sono anche iresti di un edificio religioso più antico.

 

 Chiara Natta

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 Face aux cargos en rade des habitants d’Annaba méditent sur un futur pour leur port  – HADJER BOUDJEMA© All rights reserved

De génération en génération de saison en saison la mer reste le meilleur remède des douleurs

prima tappa mostra “Paesaggi e luoghi della civiltà mediterranea” al 46 rosso di PALAZZO DUCALE fino al 6 aprile 2015

orari mostra da lunedì a sabato h 15,30 – 19,30

Paesaggi e luoghi della civiltà mediterranea

La giuria si è riunita il 19 dicembre 2014 e ha assegnato i seguenti riconoscimenti:

1°  classificata

Monica Ortega

con Espacio Disponible

ex aequo

Francesca Parenti Brambilla

con Vissuta Abbandonata

a seguire

Ilenio Celoria con Mediterraneità,

Carolina Cuneo con Il mare tra le terre,

Massimiliano Morini con I giardini di Aegusa,

Lorenzo Palombini con Passetto

 

La giuria ha anche selezionato alcune fotografie di

Enzo Berti, Hadjer Boudjema, Marcella Giorgetti, Giorgio Pagano, Chiara Natta,Biagio Tassone.